|
Scritto da Massimo Magliocco
|
|
Artificiali di enorme importanza che però molto spesso, non vendono considerati troppo dai pescatori a mosca. 
Se le sedge sono delle mosche eccezionali in tutto il torrente, esistono delle zone in cui un'altra tipologia di artificiali riesce a dare dei risultati a volte devastanti: i terrestrial. Mosche da caccia, e più precisamente quando siamo in presenza di trote che hanno già fatto capire che sono interessate alla superficie con delle bollate rade, i terrestrial, trovano il loro impiego migliore nei sottoriva infrascati, zone che condividono alla grande con le sedge. Basterebbe questo a far capire quanto siano catturanti questi artificiali, ma credo che approfondire il modo di come possono essere impiegati può essere un ulteriore prova di convincimento verso quei pescatori che non credono molto a queste mosche. Tutti i pescatori, chi più chi meno, possiedono un’enorme quantità di mosche. Ma se si andasse a verificare quali tipologie di imitazioni questi custodiscono nelle loro scatole, quasi sempre si noterebbe la grossa quantità di imitazioni di effimere di tutte le taglie e colori, dall’emergente alle spent, e poi, per caduta, tutti gli altri artificiali che imitano gli insetti che nascono e vivono nel fiume. In questa graduatoria le imitazioni di terrestrial, quasi sempre, si “piazzano” tra gli ultimi posti. Questa poca fiducia che i pescatori danno a questi artificiali spesso si traduce, in alcune precise circostanze, in grosse sconfitte. I terrestrial, per essere quelle straordinarie mosche quali sono, hanno un loro impiego del tutto particolare e quindi hanno bisogno di essere animate. Questi movimenti però non sono sempre uguali e quindi, è necessario metterli in relazione ai posti in cui si sta pescando. In altre parole per essere veramente devastanti è necessario dividere il loro impiego in acqua piatta e increspata. Nel primo caso, ad esempio sotto la vegetazione, vanno lanciati con una piccola, e sottolineo piccola, battuta per poi dar loro una impercettibile parvenza di “vita” dalla quale scaturirà una microscopica vibrazione della mosca. Ho sottolineato leggerissima battuta per non confondere le idee in relazione a quella che si fa nei confronti dei cavedani che è tutt’altra cosa. In effetti la pesca con i terrestrial in queste acque è, a grandi linee, molto simile a quella che si fa ai cavedani anche se verso questi ultimi, come detto, l’impatto e il susseguente tremolio è sensibilmente maggiore. Di solito l’attacco della trota sarà deciso e quasi immediato dopo la piccola battuta effettuata. Se invece si sta pescando in acque aperte, cioè non sotto la vegetazione l’animazione deve essere più vistosa e quindi sarà necessario fare pattinare l’artificiale. Un altro errore che molti pescatori commettono è il voler utilizzare i terrestrial solo ed esclusivamente sotto la vegetazione, come se questi non “viaggiano” mai in acque aperte. In ambienti di acqua più mossa invece il pattinamento deve essere eseguito lungo la sponda facendo si che il nostro terrestrial risalga la corrente vicino alla riva e parallelamente ad essa. I motivi sono legati ad un fatto visivo e, diciamo così, pratico nel senso che in acque più mosse far pattinare la mosca è spesso problematico per il fatto che questa tende ad inabissarsi facilmente, mentre facendola lavorare lungo la riva, oltre che ad aumentare la possibilità di non farla inabissare, il salmonide ha molta più possibilità di vedere la tenue scia che l’artificiale compie in una zona in cui spessissimo le trote stazionano molto di più che in altre zone del fiume. Per concludere vorrei ribadire il concetto della vitalità dell’artificiale preceduta da una piccolissima battuta poiché sarà tramite queste due componenti che spesso i salmonidi, e non solo, vengano attirati da qualcosa di commestibile che all’improvviso ha invaso il loro campo visivo. Per praticare al meglio la tenue battuta, è necessario rialzare la vetta della canna nel momento in cui il loop del finale sta per aprirsi. In questo modo arriverà in testa solo la mosca che batterà sul pelo dell’acqua attirando l’interesse della trota. Nel fare la battuta è indispensabile non rilasciare la coda ma trattenerla nella sinistra così da evitare di fare shooting.

|