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Dal Danika di Roma (Da un vecchio articolo apparso su Fly Line) Tempo fa il Danika Fly Club di Roma, nell’ambito delle sue innumerevoli attività tra le quali molto sentite quelle rivolte alla difesa ambientale, si e’ fatto promotore di un incontro-dibattito su un tema dal titolo “Ricadute economiche della pesca a mosca nell’economia locale: un mercato di nicchia e un’opportunità da cogliere”. Oltre a suscitare un grosso interesse per coloro che hanno partecipato, l’incontro e’ stato il veicolo tramite il quale tutti i relatori succedutisi hanno avuto modo di esprimere le loro idee proponendo inoltre interventi e soluzioni che avevano come obbiettivo la creazione di un interesse economico, chiaramente non speculativo ma bensì per nobili intenti, intorno ai fiumi. Dall’incontro, che ha visto la partecipazione di esperti tra Ittiologi, Biologi, Ambientalisti e chiaramente pescatori a mosca, e’ emersa la ormai inevitabile necessita’ di sensibilizzare l’opinione pubblica e in particolar modo le Istituzioni locali anche con argomenti diversi che vadano a sommarsi a quelli che sono la base di tutti i discorsi come l’ambiente e la salvaguardia dell’ittiofauna fluviale, tentando in tal modo di far capir loro l’importanza che questo elemento fin’ora poco sfruttato, possiede. Tra tutti gli interventi succedutisi con i relativi documenti, quello presentato dal gruppo ambiente del Danika Fly Club, ha fotografato in pieno l’argomento oltre a dare delle buone e valide soluzioni. Dal momento che quest’ultimo e’ stato considerato il giusto compromesso tra semplicità, per i suoi contenuti, e concretezza, magari ampliandolo o modificandolo come meglio si crede, puo essere preso come esempio per tutti coloro i quali avessero in mente idee o progetti finalizzati al miglioramento dei fiumi o semplicemente proporre un tratto mosca. Questo e’ uno stralcio che fotografa molto bene, secondo noi, i contenuti. In Italia, come del resto accade in molti altri Paesi, le finalità istituzionali dei tratti di fiume dedicati all’esercizio della pesca a mosca sono, in generale, la tutele e la valorizzazione delle risorse naturali. Cio’ significa che gli interventi operativi degli agenti istituzionali competenti, Regioni, Provincie e in una certa misura anche Associazioni ecc., sono rivolti a conservare o, nella misura del possibile ad incrementare, il patrimonio naturale e a creare le condizioni affinché vi sia la fruizioni di tali risorse anche per scopi scientifici, didattici, ricreativi e turistici. Questo secondo gruppo di interventi, pone le premesse anche per un miglioramento delle condizioni economiche per le popolazioni locali che vivono all’interno o nelle immediate vicinanze dell’area in questione. Gli agenti istituzionali competenti si devono cioè preoccupare di disciplinare le attività umane in modo tale che esse non vadano ad intaccare il patrimonio naturale, animale o vegetale che sia. Su un tratto dedicato alla pesca a mosca, pertanto, si ampliano le opportunità di profitto, ma si sollevano, al contempo, alcuni vincoli al libero agire degli individui, soprattutto da parte di coloro che non praticano tale disciplina. Un tratto a pesca a mosca, appare cosi una modalità di gestione di territorio potenzialmente in grado di generare sia benefici che svantaggi per le collettività locali. E’ noto che le popolazioni interessate direttamente dalla presenza di un tratto di fiume assoggettato a più rigorose norme di tutela, già operante o in via di istituzione, tendono nella generalità dei casi, ad enfatizzare gli aspetti negativi sui vincoli sulla loro libertà di intraprendere determinate attività, individuano nelle istituzioni proponenti, una mera struttura di governo autoritario del territorio. Per un verso ciò e’ vero. Il vincolo esistente su uno o piu tratti di fiume, dove vige una diversa disciplina di pesca, in questo caso a mosca, crea indubbiamente restrizioni per tutti quei pescatori per cosi dire tradizionali. D’altro canto, tuttavia, una opposizione cieca alla istituzione di un tratto di pesca a mosca, sottovaluta la valenza dell’ampliamento delle opportunità di sviluppo economico e sociale connesse. Senza considerare che la popolazione ittica, rimarrebbe praticamente inalterata, se non addirittura accresciuta, rispetto ai tratti di fiume dove si effettua regolarmente il prelievo. Tuttavia benché possa apparire, a prima vista, un’analisi scollegata all’economia locale, il legame tra l’istituzione di un tratto di pesca a mosca e il reddito della popolazione locale e’ tutt’altro che tenue. Il turismo come anche l’attività piscatoria ha registrato in questi anni in varie provincie una continua crescita anche se in modo disordinato e mal distribuito nel tempo e nello spazio (essa si concentra, in ultima analisi, in pochi mesi dell’anno) Per evitare però che il cerchio si chiuda, mettendo in moto un meccanismo perverso che farebbe diminuire le opportunità di profitto, le Amministrazioni locali, con l’aiuto e la collaborazione delle Associazioni che a vario titolo si occupano della promozione della pesca locale, e in particolare, di quella a mosca, dovrebbero mettere in atto una serie di provvedimenti per incentivare tutto l’indotto che ruota intorno a questo sport. Sulla base di numerose esperienze estere, potrebbe infatti rilevarsi utile agli effetti del tessuto economico, sensibilizzare e educare i settori commerciali e turistici che i pescatori a mosca, sono si pescatori, ma sensibilmente e culturalmente diversi rispetto all’intero universo pesca. Da un punto di vista generale, bisogna poi tenere conto che il pescatore che frequenta i fiumi, tende ad essere nomade e a cambiare spesso meta, in particolare quando sono presenti quattro condizioni: scarsa ricettività della zona, ambiente naturale degradato, rarefatta presenza ittica, ostilità delle popolazioni locali. In questo caso il problema che si pone e’ dunque quello di riuscire a creare un’unico filo conduttore, riorientando questo nomadismo e correggendone le distorsioni che ne giustificano la natura ed eventualmente, unendo al piacere dell’attività sportiva, momenti di vacanza e vita all’aria aperta anche per la stessa famiglia. Uno dei punti principali dai quali partire, per invertire questa tendenza, potrebbe essere rappresentato dalla riorganizzazione o incentivazione della ricettività turistica. Affinché il termine sia inteso in modo chiaro, definiamo presenza turistica il pernottamento di una o più persone in una delle strutture ricettive presenti nel territorio: residence, alberghi, pensioni, campeggi. Queste strutture, potrebbero infatti abbracciare piu competenze, come ad esempio, in convenzione dei gestori del tratto o dei tratti, rilasciare direttamente i permessi, proporre formule Week-end appositamente studiate per i pescatori e per le proprio famiglie, in modo tale da avere un maggior afflusso di turisti sul territorio che a diverso titolo sono interessati alla visita della provincia. A questa situazione dovrebbe accompagnarsi un ‘cartello’ di operatori disposti a praticare tariffe fortemente vantaggiose, andando a scaricare i propri costi sul numero delle persone ospitate e aumentando cosi la naturale competizione degli operatori economici. Parallelamente gli altri soggetti della filiera commerciale ( negozi specializzati, bar, punti di ristoro ecc.) dovrebbero agire da complemento a questo virtuoso meccanismo economico. Il cerchio potrebbe chiudersi, se a quanto sopra detto, si aggiungesse una costante campagna pubblicitaria, da effettuare eventualmente con la collaborazione degli organismi preposti alla promozione turistica (Camera di commercio, Apt, Proloco, Comunità Montane, Assessorati al Turismo e alla pesca ecc.) in modo da rendere visibile il sito di pesca in questione sia al livello nazionale che internazionale, attraverso locandine, brochure, e quant’altro da creare appositamente. Tutto ciò metterebbe in moto una serie di settori economici (occupazione e sviluppo) anche a livello di micro-imprenditorialita’ e una distribuzione maggiore di forza-lavoro anche nei diversi Comuni interessati dallo scorrimento del fiume. Da tutto ciò si evince l’importanza di una sinergia economica ancora tutta da costruire che, inevitabilmente, coinvolgerebbe con profitto anche settori apparentemente lontani dalla pesca come: l’agroalimentare, il manifatturiero, dell’edilizia ecc.” Questo stralcio della relazione che il Danika Fly Club ha proposto, può essere preso, come già detto, in considerazione da quelle Associazioni di pescatori a mosca che intendono “avventurarsi” in progetti finalizzati a far istituire tratti destinati al nostro sport, sottolineandone i vantaggi ovvero le economie che possono inevitabilmente svilupparsi attorno ad esso. Questo tipo di operazione e’ stato determinante in fase decisionale in alcune Provincie nelle quali era stato presentato un progetto per un tratto di fiume in cui si proponeva ad esempio un no-kill mosca. Anche se l’interesse per l’ambiente e la salvaguardia del fiume restano sempre alla base di tutto, questi, che possono apparentemente essere considerati degli argomenti complementari, spesso “aprono” dei varchi determinanti in quelle muraglie erette dalle Amministrazioni. Del resto in momenti come quelli in cui viviamo dove la recessione economica che come fattore negativo e’ sempre difficile da sconfiggere, creare attorno ad un fiume, pensato solo come elemento di cui fruirne e basta, degli interessi che spesso esulano dall’aspetto sportivo vero e proprio, e’ senz’altro un elemento che i nostri amministratori non possono non considerare. Danika Fly Club Roma
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