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La fisica del lancio PDF Stampa E-mail

LA FISICA DEL LANCIO

La pesca a mosca è un insieme di elementi. Tra questi la gestione della coda di topo assume un'importanza straordinaria poiché tutto, inesorabilmente, è ad essa collegato.

Se si chiedesse ad un pam di fare una lista di argomenti prettamente tecnici in relazione alla pesca a mosca, sicuramente costui ai primi posti metterebbe il lancio, le canne i mulinelli e quant'altro faccia parte della dinamica e dell'attrezzatura di questa nostra stupenda passione. Ma se questi argomenti fanno parte di diritto di questa ipotetica lista e quindi degni di essere elencati tra gli elementi insostituibili del "grande libro" della tecnica della pesca a mosca, va sottolineato che altre componenti formano questo importante e variegato puzzle. Alcune di queste sono fondamentali e credo che tutti i pam dovrebbero con il tempo esserne padroni o quantomeno conoscerne l'importanza. Tra queste segnalerei ad esempio come ci si rapporta con un corso d'acqua in relazione alla sua conformazione e cioè se ha una velocità blanda e quindi un andamento quiete e costante come una risorgiva, oppure cambia ripetutamente conformazione con acque veloci e correnti che si intrecciano come in un torrente, oppure come il pescatore si comporta in un certo ambiente o quale artificiale, inteso come massa d'ombra o elasticità piuttosto che la sua tolleranza alle correnti, è consigliabile utilizzare in quel luogo. Quindi parlare di tecnica della pesca a mosca è, a mio avviso, decisamente impegnativo ma nello stesso momento stimola di molto la mia voglia di esporre il mio modo di interpretarla. Sarà il tempo che ci dirà se tutto quello che dirò è risultato valido e quindi è andato ad integrare il bagaglio di esperienza dei lettori o meno. Premesso ciò, va sottolineato che la pesca a mosca in Italia ha ormai raggiunto un livello molto elevato da fare addirittura invidia a quella di oltralpe. Sarà perché noi italiani abbiamo nel nostro DNA quella facoltà di far evolvere le cose in maniera positiva, sarà che l'apprendimento dei concetti spesso ci riesce molto più facilmente, sarà per questi ed altri motivi che comunque riusciamo a fare meglio e più in fretta degli altri. Chi pesca a mosca da più di trenta anni si ricorderà probabilmente che quando è venuto a contatto con il mondo del fly fishing, si è reso immediatamente conto che stava di fronte ad un qualcosa di particolare fatto di tecnica evoluta, dove era fondamentale capire i concetti della dinamica, intesa come fisica. Il tutto però era miscelato ad una sorta di "superiorità" che il pam dell'epoca mostrava verso i "poveri" pescatori al tocco, in altre parole la classica "puzza sotto il naso" che questi ostentava andando in giro per i fiumi vestito con un abbigliamento particolarissimo e con la pipa in bocca. Tutto ciò quindi, proiettava il neo-moschista in un mondo estremamente diverso dal suo fatto di case semplici e rustiche, un mondo in cui era facile perdersi anche per "l'ignoranza", chiamiamola così, che c'era nei confronti della tecnica da parte di coloro deputati alla sua divulgazione che, poverini, erano poco informati e per lo più quel poco se lo erano dovuti imparare da soli. Pochi potevano permettersi di avere come maestri i "vecchi" nomi della pam nazionale che tutti conosciamo più per l'esiguo numero che rappresentavano che per un puro fatto economico, i quali potevano dare quelle basi che ti mettevano in condizione di iniziare con il piede giusto e quindi di avere una buona percentuale di continuare e sviluppare la tecnica.



UNA COMPONENTE: IL LANCIO

Entrando nel dettaglio andrei ad iniziare a trattare quegli elementi di cui si diceva sopra analizzando nei vari numeri della rivista e quindi nel tempo, quelli più importanti tenendo così quel filo conduttore teso ad una logica di continuità. Inizierei con una parte a me molto cara ovvero il lancio visto non solo sotto l'aspetto puramente tecnico ma anche, chiamiamolo così, filosofico analizzandone, almeno in questo primo articolo, quegli argomenti che ne formano l'ossatura dinamica. Cercherò nei prossimi numeri di analizzare anche i cosiddetti lanci "specifici" cioè quelli atti ad uno scopo preciso per passare poi a vedere nel dettaglio a come rapportarsi con il fiume specialmente le acque veloci, cercando di farlo a 360° , in altre parole come affrontare il fiume nel modo migliore. Da quando esiste la pesca a mosca l'obbiettivo primario di questa tecnica è quello di far arrivare a destinazione l'artificiale nel modo migliore affinché quest'ultimo faccia reagire il pesce. Per far ciò si utilizza un'attrezzatura idonea allo scopo messa al "servizio" di una dinamica finalizzata a far si che questa attrezzatura risponda a dovere. Lanciare una coda di topo non è ne più facile ne più difficile che lanciare con altre tecniche di pesca: tutte, indistintamente hanno bisogno di un minimo di impegno. Forse nella pesca a mosca questo impegno è leggermente maggiore ma tutti sono all'altezza di poter "comandare" sull'attrezzatura, l'importante è crederci ed impegnarsi il giusto e, come accade in tutte le cose, chi vuole può aumentare la sua abilità mettendola poi in relazione alla pesca e quindi avere più opportunità di altri. Oggi, con tutte le possibilità che ci sono in merito all'apprendimento e al perfezionamento del lancio, limitarsi a mandare avanti e indietro la coda credo sia molto riduttivo. Quante volte avete visto aggirarsi sui fiumi pescatori vestiti come alberi di natale con addosso un abbigliamento tecnico da sceicco e con un'attrezzatura faraonica e che magari si lanciano la coda sui piedi perché non sannofare di meglio ? Ecco, al di la del fatto che ognuno sa quanto è grande la sua tasca, credo che costoro dovrebbero mettere in conto anche un corso di lancio per perfezionarsi e quindi per aumentare la possibilità di pesca. In fondo la pesca che cos'è se non un divertimento ? E allora perché se si cerca sempre il meglio nella costruzione degli artificiali non si fa altrettanto per perfezionarsi con il lancio ? Tornando a coloro che pescano a mosca da più di venti anni, credo che non possono che essere d'accordo con me nell'affermare che quando anno/abbiamo iniziato se avessimo avuto a disposizione tutto ciò che hanno oggi i nuovi pam saremmo stati di molto avvantaggiati. In effetti allora ti dovevi accontentare del solo corso del club, se ti andava bene e ce n'era uno vicino casa, mentre oggi tra scuole, istruttori più o meno qualificati, riviste specializzate, video e, importantissimo, molta più gente che gira sui fiumi che sa lanciare e che ti fa capire che tra te e loro esiste la differenza, credo che in pochissimi anni si può, se si vuole, diventare degli ottimi lanciatori. Ho detto lanciatori e non pescatori perché il pescatore è un'altra cosa . In effetti, come ho più volte scritto, esistono tre categorie di pescatori a mosca e cioè il frequentatore di prati, l'esperto pescatore e l'esperto pescatore con una tecnica superiore. Il primo è colui è colui il quale da bravo teorico, ha in passato affinato la sua tecnica di lancio frequentando corsi presso qualche scuola ma nello stesso momento è quello che a pesca ci va praticamente mai. E' abilissimo a far volteggiare la coda di topo, altrettanto abile nello stingere i loop, estremamente bravo a fare il tutto coda, ma quando una volta l'anno si appresta ad affrontare le rive di un torrente o a cercare di insidiare qualche preda su di un lago, deve fare molta attenzione per non finire a mollo a causa della poca dimestichezza che possiede con l'elemento liquido. La seconda categoria è quella dell'esperto pescatore, cioè colui che fin da piccolo ha frequentato ifiumi e che ha pescato in tutte le maniere dal tocco allo spinning arrivando, come ultimo stadio, alla mosca imparando a lanciare con un corso di apprendimento eseguito presso un club o peggio ancora avendo imparato da solo o da qualche amico improvvisatosi istruttore. Costui ha un bagaglio di esperienza alieutica notevole sa tutto di trote e torrenti sa come affrontare l'acqua e come nascondersi alla vista dei salmonidi sa dove questi siano e con quale mosca in quel momento è necessario pescare, ma in situazioni in cui è necessario fare quel qualcosa di più per vincere quella corrente o per infilare la mosca in quel determinato punto, si arrende e sconsolato passa oltre. Infine c'è l'esperto pescatore ma con una tecnica superiore che è, a mio avviso, il massimo che può esserci. In effetti possiede tutte le caratteristiche dell'ultimo ma ha in più il privilegio di poter fare in acqua quello che vuole poiché in possesso di una tecnica superiore che sommata alla grossa esperienza acquisita sui fiumi ne fa, a mio avviso, l'esempio che ogni bravo moschista dovrebbe seguire.

 

 INTRODUZIONE AL LANCIO

 

Come già avrete letto, la filosofia della nostra rivista è quella di fare della continuità degli argomenti il filo conduttore della maggior parte degli articoli. Parlando di lancio quindi diventa fondamentale non saltare di palo in frasca ma seguire appunto una logica per far si che con il tempo si possa avere, come risultato, un argomento unico diviso per i numeri della rivista. Inizierò quindi a spiegare la fisica del lancio in tutte le sue parti con l'ausilio di disegni e foto soffermandomi in particolar modo sulle tematiche più importanti passando poi in rassegna tutti quei lanci specifici finalizzati al superamento di situazioni particolari sforzandomi di farlo sempre con un linguaggio semplice e comprensivo in particolar modo quando cercherò di spiegare quei concetti che stanno alla base della dinamica del lancio come le spinte, le tensioni di coda, la velocità e quant'altro, sia per le code leggere che per quelle pesanti. Ho avuto la fortuna in oltre venticinque anni mosca di stare fianco a fianco con alcuni tra i maestri della pam italiana dai quali ho appreso moltissimo come Roberto Pragliola, e di confrontarmi nella SIM facendone ormai parte da dodici anni, con i migliori lanciatori italiani. Un altro mio obbiettivo sempre in relazione all'argomento, è un analisi approfondita della canna, dove molto spesso i concetti tecnici sono causa di confusione tra i pescatori con l'obbiettivo di non far limitare un pescatore davanti ad una canna a constatare se le legature sono ben fatte o meno, ma contribuire a far capire se una canna è valida per un utilizzo piuttosto che per un altro. Alla fine si avrà una sorta di "corso teorico" completo il quale, anche se non ha la presunzione di far imparare a lanciare bene, può servire di complemento ad una buona pratica che, non dimentichiamolo mai, sta sempre alla base di tutto. Consentitemi di esternare una piccola soddisfazione personale poiché girando per l'Italia ho incontrato molti pescatori che hanno approfondito la tecnica di lancio leggendo i miei articoli ma cosa importante, capendo quei concetti che fino ad allora gli erano rimasti oscuri o quasi. Anche questo ha contribuito a farmi iniziare questa avventura con lo spirito e l'entusiasmo giusto.

LA FISICA DEL LANCIO

Se è vero che la nostra tecnica di lancio si basa su tempi e controllo delle spinte, è altrettanto vero che per il suo apprendimento è necessaria la giusta voglia di imparare e approfondire i concetti che stanno alla base del lancio. Questo è fondamentale per far si che tutto ciò che poi completa il lancio, diventi molto ma molto più chiaro. Entriamo dunque nel dettaglio e iniziamo a parlare di come una spinta, che altro non è che una forza impressa alla canna, vada ad influenzare la coda di topo e quindi a mettere in moto tutto quel meccanismo teso a far arrivare nel punto giusto, ma ancor di più nel modo giusto, il nostro artificiale. Iniziamo a suddividere le attrezzature con cui si lancia in tre parti ovvero le canne corte e rapide, quelle medie e quelle lunghe e potenti. Le prime sono progettate per far si che la coda di topo possa essere proiettata con una coda leggera e quindi mandata avanti e indietro in velocità, elemento quest'ultimo di estrema importanza alla base di tutta una serie di lanci specifici, le seconde più lunghe si usano per lo più per pescare in ambienti ampi dove spesso è necessario fare più distanza, le terze sono invece progettate per far si che la coda, piuttosto pesante, possa essere proiettata a distanza, magari pescando nei laghi, ma ancor di più per far si che si possa lanciare bene un pesante o voluminoso artificiale. Questa prima divisione è importantissima poiché se è vero che molto della dinamica è condiviso dai tre tipi di attrezzature, è anche vero che alcuni ma importanti elementi, sono molto diversi tra loro. Per code leggere si intendono quelle che vanno dalla 1 alla 4, quelle intermedie sono la 5 e la 6, quelle pesanti dalla 7 in su. In linea di massima, al di la dell'attrezzatura usata, per far si che il nostro lancio sia efficace è fondamentale, in particolare per le code leggere, soddisfare alcune regole che stanno alla base del lancio e che possiamo dividere in:

1) Momento spinta
2) Asse
3) Accelerazione
4) Escursione del braccio
5) Giusto utilizzo della mano sinistra

 
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