LE CORREZIONI DEL LANCIO Gli errori che si commettono lanciando la coda di topo, sono la conseguenza di una serie di fattori negativi come l'errata impostazione e la poca conoscenza della tecnica di lancio. Se la nostra mosca non va dove vogliamo noi, probabilmente i motivi di questo risultato negativo andranno ricercati in una cattiva impostazione del lancio. In generale, in relazione a quest'ultimo, possiamo dividere i pescatori a mosca in due parti ben distinte, una che abbraccia coloro che hanno appreso i primi rudimenti della tecnica fin dall'inizio con un'istruttore e l'altra i cui rappresentanti pensarono che in fin dei conti da autodidatti avrebbero ottenuto gli stessi risultati. L'ottimismo di quest'ultimi non è affatto giustificato in quanto, essendo il lancio una vera e propria tecnica basata su concetti fisici ben precisi, ha bisogno per essere appreso, di qualcuno in grado di insegnarlo e che ne conosca quindi i cardini su cui ruota. Chi ha avuto l'infelice idea di sbrigarsela da solo avrà memorizzato un serie di movimenti errati che gli creano, in pesca, enormi problemi. Ma per costoro il peggio ancora deve venire allorché decisi di affidarsi ad un'istruttore per liberarsi dei numerosi difetti, si rendono conto che questi ultimi accumulati in anni di lancio sono veramente duri a "morire". Chi invece si è affidato da subito ad un'istruttore avrà sicuramente, al di là delle proprie abilità, una strada più agevole da percorrere. Ma non basta. In generale i corsi cosiddetti di "base", sono finalizzati per lo più a far apprendere agli allievi i primi rudimenti di questa tecnica, e l'errore più grosso che i più commettono è quello di sentirsi "arrivati" che equivale ad una mezza sconfitta poiché sarà il test del fiume a far capire loro che dovranno, se interessati, approfondire la tecnica in funzione di un'affinamento della stessa, ma anche per liberarsi di tutta una serie di operazioni non corrette che inevitabilmente, anche se hanno frequentato un corso, ancora compiono. In questo articolo vorrei cercare di far capire nella teoria come si possano eliminare questi possibili sbagli che stanno poi alla base della non corretta riuscita del lancio. Di solito gli errori più comuni che si commettono nel lancio base, quello cosiddetto verticale, derivano da piccoli e poco apparenti ma importantissimi dettagli che a prima vista non vengono nemmeno notati ma che all'atto pratico sono di enorme importanza. Questi se sommati ad un impostazione di base non corretta, ovvero a quel minimo di stile che tutti noi dovremmo avere, vanno a generare dei risultati catastrofici. Per poter lanciare decentemente direi che bisogna assolutamente correggere quattro tipi diversi di errori che si possono sintetizzare in: Piegamento del polso nel lancio indietro. Coda che viaggia su di un asse diverso da quello disegnato dal vettino della canna. Spinte non corrette. Uso errato della sinistra. Se commessi tutti quanti insieme questi quattro errori sicuramente impediranno al pescatore qualsiasi tipo di lancio che si possa definire "decente". Fortunatamente la maggior parte di coloro che hanno deciso di migliorare la tecnica ne possiedono solo alcuni. Partendo dal primo, (piegamento indietro del polso), diciamo che spesso è un'eredità delle precedenti tecniche. All'inizio tutti hanno l'impressione che nel lancio indietro piegando il polso si riesca ad imprimere alla canna più spinta. Ma questo inconveniente non farà altro che farci cadere la coda all'indietro sull'acqua con tutte le problematiche che nascono nel rilanciarla in avanti. Prima fra tutte la formazione di un Loop molto ampio a causa di un forzato riallineamento della coda con la vetta della canna ed una conseguente rotazione in avanti di tutta l'attrezzatura. Quindi nella spinta all'indietro, quando la canna sta all'altezza della testa e in posizione verticale, anziché imprimere la forza verso il basso e quindi alle nostre spalle (fig.1), dovremo sforzarci di spingere verso l'alto. Solo dopo aver data la spinta potremo flettere (non piegare) il polso ed assecondare per un po' la coda. Sarà la flessibilità della canna a fare il resto, avendo come risultato una coda che viaggerà veloce verso l'alto alle nostre spalle. Comunque questo primo errore verrà facilmente eliminato con un po' di allenamento. Il secondo inconveniente, (coda disassata rispetto al vettino della canna), (fig,2) è sicuramente più difficile da togliere. Diciamo subito che l'inconveniente ci darà come risultato una coda che perderà tensione e di conseguenza velocità specialmente lanciando code leggere, poiché soggetta ad un effetto detto "ventaglio". La causa di questo errore sta nella spinta all'indietro o in avanti data "aprendo" o "chiudendo", cioè con la canna che esce o rientra rispetto ad un ipotetico asse, agendo quindi su traiettorie diverse. In effetti la coda deve assolutamente seguire la stessa retta segnata dal vettino della canna e viaggiare quindi sullo stesso asse qualunque sia l'inclinazione della canna sia nel lancio in avanti che in quello indietro. Stare quindi in asse contribuisce non poco a non far perdere alla coda di topo la tensione necessaria che serve per lanciare in velocità, ma sarà la precisione quella che ne gioverà di più. Pensate, ad esempio, di aver mirato in un punto ben preciso; se la coda non sta in asse con il vettino della canna, che in questo caso funge da "mirino", farà sicuramente un tragitto diverso vanificando ogni risultato prefisso. Togliersi questo difetto è sicuramente più difficile dal momento che i riferimenti non sono molti specie nel lancio all'indietro, senza considerare che anche piccoli fuori asse che all'altezza del mulinello sono si e no percettibili, ad oltre due metri più in su, e cioè all'altezza del vettino, sono sicuramente più ampi. Per togliere questo difetto bisogna per prima cosa rendersi conto del fatto che si sta commettendo. In effetti, a meno che non sia molto eclatante, la rotazione ell'esterno del mulinello, "spia" dell'effetto negativo del fuori asse, spessissimo non viene minimamente ravvisata dal lanciatore. Per potersene quindi accorgere, o ci si fa seguire da qualcuno, che anche se non lanciatore sarà sicuramente in grado si valutare il fuori-asse, o si può fare la prova del "muro", ovvero trovare una parete possibilmente liscia e senza ostacoli, e simulare il lancio senza canna facendo toccare la punta delle dita sul muro in tutto il tragitto avanti e indietro.
 foto 1  foto 2 Chi va in fuori-asse si accorgerà che in un determinato punto del lancio, di solito nelle spinte in avanti e indietro, le dita si discosteranno dal muro. Lì e solo lì bisognerà concentrare tutti gli sforzi. Questo è forse l'errore più subdolo, un errore che senza qualcuno che ce lo fa notare o con l'ausilio del muro, diventa veramente difficile accorgersi che si sta' commettendo. Il terzo inconveniente, (spinte non corrette o momento spinta errato vedi Pescare Artificiali 2/97) anche se inizialmente ostiche da capire, è forse di più facile soluzione. Gli errori più frequenti che si commettono in questo caso sono relativi alla non sincronizzazione dei tempi di esecuzione. In altre parole, in particolare la spinta in avanti deve essere concentrata quasi alla fine del lancio e data il più basso possibile. Questo modo di operare genererà loop molto stretti e code estremamente veloci. Qualora la spinta venga data in anticipo, cioè troppo presto o con movimenti bruschi, avremo i cosiddetti "tailing loop" o, se in questo preciso momento si ruoterà la canna, nella migliore delle ipotesi, avremo loop molto larghi (fig.3). Se si lanciano code leggere, diventa decisamente importante spingere alla fine. Per correggere questo tipo di errore, un modo potrebbe essere quello di simulare un lancio a velocità ridotta e aumentare quest'ultima solo alla fine del lancio in avanti cioè nel Momento Spinta. Un'altra cosa estremamente importante è la progressione. Infatti la spinta finale, sarà l'ultimo atto di un'accelerazione che aumenterà progressivamente fino al momento spinta, il quale farà passare in testa la coda con la relativa formazione del Loop. L'ultimo ma non per questo meno importante errore, (uso errato della sinistra) va capito da subito (Vedi pescare Artificiali 1/97). In effetti si lancia di più con la sinistra che con la destra. Quando si insegna a lanciare si indirizzano tutti gli sforzi nel far capire che la mano sinistra deve assolutamente tenere in tensione la coda di topo. In effetti questo discorso sta alla base di tuta la tecnica di lancio qualsiasi essa sia, e che se non eseguito alla perfezione genera una serie di inconvenienti quali coda floscia e difficoltà nel velocizzare. La mano sinistra dunque deve tenere la coda di topo in tensione. Se nella fase di lancio la coda sarà floscia, esaminiamo la porzione di coda che si trova tra la mano e il primo anello della canna. Di errori ne esistono altri ma questi quattro sono quelli che se capiti e quindi eliminati, permettono in un secondo momento di affinare e quindi di progredire nella tecnica di lancio.
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 foto 4 RIEPILOGO ERRORI: CAUSE E RIMEDI 1° RISULTATO Coda che nel lancio indietro tocca l'acqua. CAUSA Piegamento del polso nella spinta all'indietro. RIMEDIO Spinta verso l'alto solo quando la canna in posizione verticale si trova all'altezza del capo. Seguirà una flessione del polso. 2° RISULTATO Coda che viaggia non in asse con il vettino della canna. CAUSA Apertura e/o chiusura della canna nel lancio avanti e/o indietro. RIMEDIO Qualunque sia l'inclinazione della canna non far compiere a questa ellissi o semicerchi. Farsi guardare o utilizzare una parete come allenamento. 3° RISULTATO Coda che genera ampi loop o chiusura su se stessa (tailig loop). CAUSA Asincronia nel Momento Spinta, movimenti bruschi senza accelerazioni, rotazioni della canna nel M.S. RIMEDI Concentrare le spinte all'ultimo, in progressione e senza rotazioni della canna. 4° RISULTATO Coda floscia e senza velocità CAUSA Poca tensione della coda operata dalla mano sinistra. RIMEDI Tendere, specialmente nelle spinte, la coda con la mano sinistra. DIDASCALIE FOTO: 1 - Piegando nel lancio indietro il polso, si avrà alle nostre spalle una caduta della coda. 2 - Spingendo verso l'alto nel lancio indietro la coda viaggerà alta e ben tesa alle nostre spalle. 3 - "Aprendo" con la canna si avrà un fuori-asse che compromette la buona riuscita del lancio. 4 - Un elemento di verifica "dell'apertura" della canna nel lancio è la disposizione laterale del mulinello. 5 - Coda perfettamente in asse. 6 - 7 Spinte giuste ed errate. Ruotando la canna si avrà un loop molto ampio. Spingendo invece all'ultimo il loop sarà stretto. 8 - Errore con la sinistra. La poca tensione tra il primo anello e la mano comprometterà tutta l'operazione di lancio.
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