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Canne ed azioni PDF Stampa E-mail

L'azione delle canne da mosca è spesso confusa con le altre due componenti che ne formano il carattere ovvero la rapidità e la potenza. Sapere che azione possiede una canna equivale a conoscerla nel suo "intimo" e ad assecondarne i suoi ritmi.

Quando per la prima volta provai le canne in bambù prodotte dai miei amici rodmakers Osvaldo Corona, Antonio Paglia e Gabriele Gori, quest'ultimo presidente della IBRA (Italian Bambolo Rodmakers Association) che annovera la maggior parte dei costruttori di canne in bambù italiani, rimasi molto colpito dall'azione estremamente "moderna" che queste canne, prodotte non con un materiale inerte come il carbonio ma con del materiale naturale come il legno, potessero avere.


Con il "prepotente" ritorno del bambù sulle scene alieutiche italiane, molti pescatori stanno finalmente cominciando ad interessarsi alla componente più importante che una canna da mosca può possedere, e cioè la sua azione. Molti si chiederanno il perché ho fatto cenno alle canne in bambù in relazione all'azione. In effetti queste canne prodotte dai "maestri" italiani, almeno quelli che conosco e che sono dei veri artisti, hanno delle caratteristiche del tutto diverse dalle altre prodotte seguendo dettagliatamente gli schemi che i pam anglosassoni hanno scritto molto tempo fa. La differenza sta proprio nella loro rapidità che, in relazione al materiale con le quali sono prodotte cioè il legno, conferisce loro una velocità che, volenti o nolenti, ormai contraddistingue il pam italiano. Proprio questa differenza di rapidità ha, a mio avviso, messo molta curiosità nei moschisti i quali, confrontandole con le altre canne in bambù, cioè quelle straniere, hanno finalmente iniziato a valutare le differenze tra una canna e l'altra prodotta con lo stesso materiale. Nel bambù queste sono molto più lampanti ed è proprio questa evidenza che sta iniziando a solleticare l'interesse di molti pam, specialmente quelli dell'ultima generazione che si sono trovati da subito tra le mani canne in carbonio quasi perfette e spesso molto simili tra di loro. I "vecchi" moschisti invece hanno iniziato con canne in legno o in fibra di vetro arrivando poi con gli anni ad apprezzare i vantaggi della grafite e, nello stesso momento, poter valutare le grandi differenze che le varie canne prodotte con dei materiali diversi hanno tra di loro. Ma è poi così importante l'azione di una canna ? Andiamolo a vedere


Come ogni pam dovrebbe sapere tutte le canne da mosca hanno per così dire una loro "anima" cioè quello spirito nascosto che ne caratterizza la loro vitalità. Quest'"anima" è formata dalle tre componenti e cioè la rapidità, la potenza e l'azione. Analizzando velocemente le prime due si può dire che la rapidità e la potenza sono entrambe legate all'azione se non direttamente ad essa soggette poiché una canna non può essere rapida se l'azione è di pancia o parabolica ma nello stesso tempo potrebbe essere potente in relazione a certe caratteristiche costruttive, sarà invece rapida se l'azione è di punta e potrebbe non essere potente sempre per le caratteristiche produttive. Quindi è corretto dire che le tre componenti fanno il "carattere" di una canna, ma forse sarebbe più giusto dire che con l'azione si racchiude tutto ciò che si vuole sapere di una canna. Già, ma cosa si vuole sapere di una canna quando ci si accinge al suo acquisto ? Spesso, sentendo opinioni nei negozi di pesca o nei vari forum di pesca a mosca che si trovano in rete, la mia attenzione viene attirata da quegli argomenti in cui si parla di tecnica di lancio oppure a quelli in cui si discute di canne. Spesso si leggono o si sentono opinioni molto diverse le une dalle altre, si domanda se la tal canna è valida oppure se è meglio questo o quell'attrezzo.
canna morbida azione para
Per fortuna ci sono spesso delle risposte intelligenti in cui si invita chi fa la domanda a provare la canna prima di acquistarla. Ma anche questa risposta, a mio avviso, non è sufficiente poiché il più delle volte provare una canna significa farla andare su e giù senza la coda o, nella migliore delle ipotesi, fare solamente avanti e indietro con la coda senza provarla in tutte le sue parti. Già, in tutte le sue parti ovvero dalla vetta al pedone passando per la parte mediana. Se è vero come è vero che la dinamica di base del lancio si basa su un movimento ben definito sia avanti che indietro dove la parte della canna che si utilizza di più è la vetta, è altrettanto vero che per eseguire al meglio quelli che si definiscono lanci specifici è necessario utilizzare anche altre parti della canna. Prendiamo il radente ad esempio, questo lancio ha bisogno di una canna che spinge ti pedone, come il sovrapposto che oltre al pedone ha bisogno di un'ottima vetta, oppure l'ondulato o la spirale in cui tutta la canna viene messa sotto sforzo. Questi esempi ci fanno capire che provare una canna così tanto per provarla non può dare quelle sensazioni che si possono solo apprezzare andando a sollecitarla in quelle parti che non siano solo la vetta.


Azioni

Ma cosa vuol dire che una canna ha una azione progressiva ? Tempo fa quando ancora non c'era stato il boom della mosca, si pensava che l'azione migliore di una canna fosse quella parabolica e per certi aspetti era più che giustificato. In effetti lo stile di lancio all'inglese con stop ed escursioni del braccio limitate, aveva bisogno di una canna che fosse utilizzata come una molla nel senso che con gli stop questa, sotto la trazione della coda, si caricasse da ferma e poi si scaricasse generando quell'energia necessaria per proiettare la coda. Con l'evoluzione del lancio, oltre allo stile e all'efficacia che con i nuovi metodi apportava, è cambiata anche l'azione della canna che, comunque, è andata di pari passo all'introduzione di nuovi materiali, come la grafite, che potessero far evolvere la canna da molla a leva. Questo ha aperto nuovi orizzonti e nuovi particolari tecnici legati al lancio sono inevitabilmente entrati a far parte della tecnica. Di conseguenza a tutto questo l'azione della canna ha seguito i tempi e quindi, con l'aiuto del materiale, si è arrivati ad avere un attrezzo capace di mettersi subito in "azione" con la sola vetta quando il carico rappresentato dalla quantità di coda al di fuori dell'anello apicale, era minimo rispondendo così immediatamente alle esigenze del pescatore, e curvandosi man mano che il carico aumentava fino ad assumere quella caratteristica curva che oggi definiamo "progressiva".
dopo momento spinta
Per la conferma di tutto ciò bisogna andare indietro di qualche anno dove per lanciare era necessario un attrezzo che fosse sovradimensionato ossia che fosse stato progettato per lanciare una coda più pesante ma che veniva utilizzato con una anche molto più leggera. Il motivo era legato al fatto che la produzione, per lo più americana, non prevedeva una canna che portasse un carico leggero e potesse lanciare in velocità, poiché quelle canne tarate per le code leggere erano automaticamente delle vere e proprie molle poiché il loro impiego non era stato pensato per lanciare "all'italiana" ma nel modo classico. Quindi per trovare un attrezzo adatto alle esigenze del lancio "moderno" si era costretti ad andare a scegliere quei prodotti tarati per lanciare più pesante e quindi con delle azioni diverse, anche se le scelte erano spesso limitate a pochi esempi di canne poiché non tutte erano idonee. Oggi, almeno le case italiane, producono canne tarate per le code giuste senza più fare delle prove empiriche, canne che trovano la loro giusta collocazione in quelle corte 7',6''/8', quindi con l'azione progressiva. Parlare di azione di punta, che andava di moda agli inizi degli anni 90, significa oggi parlare di canne che ormai sono solo dei ricordi per coloro i quali finalizzavano il loro lancio solamente nel fare dei loop stretti e nulla più poiché con canne con questa azione caricare il pedone o la parte mediana era se non impossibile senz'altro molto arduo. Anche per le canne lunghe che si usano per la pesca in acqua ferme o al mare questo tipo di azione è da scartare ed infatti ormai è difficile trovarle nei cataloghi dei produttori. Altro discorso è la canna ad azione parabolica che invece ha la sua giusta collocazione. La potenza di una canna, come abbiamo detto, è messa in diretta relazione con l'azione che possiede, pertanto se una canna è parabolica possiede le basi per essere una canna potente. Possiede le basi perchè non basta solo la curva ma nello stesso momento deve avere anche quella che io amo definire "la giusta anima" nel senso che l'energia che deve accumulare caricandosi, ad esempio lanciando pesante, deve essere immagazzinata quasi senza limiti cioè deve rispondere anche sotto il massimo dello sforzo.


Adattamento del lancio

Lanciare bene non significa quindi essere dei robot cioè dare sempre la stessa intensità nelle spinte o avere sempre la stessa escursione del braccio, questo sarebbe deleterio. Se ad esempio prendiamo in mano una canna particolarmente morbida che somiglia di più ad una molla, saremo costretti a "stirarla", termine usato per dire che questa non può essere utilizzata con quella velocità che siamo abituati ad avere con altri tipi di canne e nello stesso momento mantenere la coda sopra la linea della vetta, elemento di non poco conto, in altre parole evitare che la coda cada. Questi due elementi possono sembrare in contraddizione tra loro nel senso che può risultare difficile capire come si può lanciare non in velocità ed evitare che la coda cada. Infatti stirare una canna significa proprio questo non lanciare in velocità ma mantenere quell'escursione del braccio che ci dia la possibilità di conservare l'allineamento coda vetta e che alla fine, ci permetta di utilizzare una canna che, anche se non valida per una certa tecnica, possa dare quello che in effetti le chiediamo. Lanciare in velocità con questo tipo di canna equivarrebbe ad una sistematica e continua chiusura dei loop (tailing) che ci farebbe innervosire non poco. Il perché dei tailing è causato dalla estrema flessione che la vetta e non solo possiede scaricando quindi sulla coda una energia che non è, in quel momento, richiesta. Ma questa canna però potrebbe avere una curva (azione) giusta cioè che ricalchi quella progressiva di cui abbiamo detto poco sopra. Ma allora perché se l'azione è giusta questa canna non va?
immediatamente dopo
Il perché è da ricercare nel fatto che se anche la curva si identifica con la progressiva, il materiale con cui è costruita non le da quella "vita", quel vigore cioè quella tempra da renderla idonea a quel tipo di lancio. Quindi non è la canna che deve adattarsi al lancio ma è quest'ultimo che deve modificarsi a seconda delle esigenze. Una canna piuttosto rigida di pedone invece avrà bisogno di un lancio estremamente veloce e di una coda più pesante. E qui nasce in chi legge il dubbio del peso della coda e del lancio in velocità, per non parlare della lunghezza della canna. Lanciare in velocità trova la sua massima espressione con un certo tipo di attrezzatura, un mix che dia un equilibrio tale da far si che si possa farlo rendere al massimo. Le tre componenti quindi, lancio canna e coda, si fondono insieme dando vita ad un risultato pressoché perfetto e un esempio di canna che risulti ideale a queste esigenze è una 7',6'' poiché è ormai un dato di fatto che con questa misura si possano avere i risultati migliori.
canna scarica
Ma lanciare in velocità può dare risultati eccellenti anche con canne molto più lunghe come una 9' o addirittura una 9',6'' con un andamento proporzionato a queste lunghezze, oppure lanciare con una 7',6'' ed una coda del 5/6 da degli ottimi risultati purché si abbia una canna che regga tali sollecitazioni e ci si ricordi sempre di non forzare eccessivamente. Quindi il "motore" che si ha nel braccio dovrà rispondere proporzionalmente al tipo di attrezzatura che si ha in mano, in altre parole saremo noi ad adattarsi a questa e, credetemi, qui si vede chi sa veramente

lanciare.
Il lancio in relazione alla rapidità e alla potenza

Assodato che l'azione conferisce alla canna il suo biglietto da visita e assodato anche che la giusta curva ha bisogno anche di un materiale che supporti quest'ultima nel migliore dei modi, dobbiamo ricordare che la velocità di ritorno nella posizione di riposo, che è poi la rapidità che l'azione produce su una canna, è un elemento di straordinaria importanza negli attrezzi moderni. Una canna corta e rapida ma con una azione ottimale, è il massimo che si possa avere anche in relazione alla qualità del lancio che si andrà a produrre. Il tailing loop abbiamo detto che si genera anche con una canna piuttosto morbida e con una azione giusta ma con un materiale privo di tempra.
risultato finale
Ho scritto "anche" perché questo si può pure produrre con un lancio sbagliato ovvero con un momento spinta dato bruscamente che farà "violentare" la coda dalla vetta di una canna che comunque abbia tutte le carte in regola per farla rientrare in quella categoria di ottimi attrezzi. Qui, oltre alla componente lancio che è indispensabile, entra in ballo la rapidità della vetta che se qualora fosse stata inferiore avrebbe aumentato di molto l'inconveniente tailing. Ma la rapidità se è quella componente di eccezionale importanza per canne corte non lo è per quelle lunghe e potenti poiché questa, qualora fosse elevata andando ad aumentare la rigidità del pedone, andrebbe a contrapporsi all'altra componente fondamentale per lanciare pesante, cioè la potenza. Questa spesso si contrappone alla rapidità nel senso che, come già detto, una canna se è rapida potrebbe non essere potente, tutto dipende dalla tipologia di attrezzo in particolar modo dalla lunghezza. Ma oggi con l'utilizzo di nuovi carboni si incominciano a produrre anche delle canne corte molto rapide aventi una discreta potenza, nel senso che si riesce a far loro accumulare una buona quantità di energia senza andare a discapito della rapidità, energia che si immagazzina nella parte medio-bassa della canna che, comunque, avrà sempre una azione che alla fine, come sempre, detterà le matrici entro cui la canna produrrà l'energia per lanciare.
azioni a confronto
 
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