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Approccio al fiume - Le 5 regole del torrente PDF Stampa E-mail

AFFRONTARE IL TORRENTE: UNA TATTICA COMPLETA

La pesca a mosca secca in acque mosse è quanto di più sportivo l'arte della coda di topo regala. Ma il successo si può avere sole se si seguono scrupolosamente quelle ferree regole che il torrente ha scritto e che ci impone.

In acque mosse scegliere l'artificiale è importante, ma non basta se non si seguono le cinque regole de torrente.


DI MASSIMO MAGLIOCCO

Da sempre le acque mosse del torrente hanno diviso i pescatori a mosca a causa delle difficoltà di approccio che impongono. Questa forza della natura che sprigiona una infinità di correnti e di nervature liquide, impone un grosso impegno al pescatore che, al di la della sua esperienza e padronanza della tecnica, deve necessariamente completarsi con tutto "l'ambiente torrente". Completarsi, o meglio Integrarsi con il torrente infatti, significa entrare mentalmente nei meccanismi che regolano la vita con esso, capirne i suoi ritmi, conoscere le sue potenzialità, ma nello stesso tempo è indispensabile conoscere anche i nostri limiti. Il torrente infatti non è un fiume in cui le due parti, acqua e pescatore vivono separati ognuno nel suo ambiente lontano quindi dagli schemi e dalle regole che disciplinano la vita dell'altro, ma è praticamente l'opposto. Il torrente si vive dal suo interno, direttamente, con un interscambio che definirei biologico nel quale il pescatore deve necessariamente entrare. Insomma, pescatore e acqua devono fondersi in un'unica cosa. Quando un pescatore sente tutte queste cose e si riconosce nel torrente come l'altro suo elemento naturale, allora l'integrazione è avvenuta. Per far si che questo discorso si completi, è necessario attenersi a delle regole, ed è su queste, ovvero sulla loro perfetta conoscenza, che si basa il successo della pesca a mosca secca in torrente. Queste possiamo riassumerle in:

Acque piatte. Se c'è una schiusa fondamentale è la scelta della mosca


Pietre negative semisommerse che causano il dragaggio immediato


Correnti e velocità. Riconoscere le principali e saperle contrastare significa combattere il dragaggio


IL RUOLO DEL LANCIO.

Spesso si pensa al lancio solamente come al veicolo tramite il quale si manda la mosca dove preventivamente si è pensato. In generale è così ma se fosse solo questo sarebbe molto limitativo poiché il lancio possiede anche un'altra funzione oltre a mettere la mosca sull'obbiettivo e cioè come questa deve essere messa. In altre parole a mio avviso lo scopo primario del lancio è quello di evitare che l'artificiale si presenti all'occhio della trota in maniera innaturale e che non sia preda del volere delle acque. Il grosso equivoco che si ha nei confronti del lancio è proprio questo cioè darle il giusto ruolo. Quante volte si è detto che il loop stretto non serve poiché anche chi lo fa più largo lancia lo stesso ? Giusto, solo che il loop è spessissimo la conseguenza di un qualcosa finalizzato ad altro. In altre parole saper lanciare non significa fare loop stretti o lunghe distanze ma tramite questi elementi far assumere alla coda di topo quelle geometrie che risulteranno vincenti in quasi tutte le occasioni. Ho detto quasi poiché spesso sarà necessario intervenire sul finale per evitare dragaggi quasi impossibili da eliminare. Entrando nello specifico possiamo dire che esistono cinque gruppi di lancio finalizzati a combattere il dragaggio e cioè gli angolati, anche se il loro primo scopo è un altro, i curvi, gli ondulati, i ribaltati parzialmente, i ribaltati totali. Ognuno di questi gruppi di lanci è pensato per situazioni diverse tra di loro e quindi si può affermare che ogni tipo di acqua avrà il suo gruppo di lanci finalizzati a combattere il dragaggio. La peculiarità che ogni lancio antri-dragaggio possiede è quella di fare in modo di avere come risultato finale una coda che arriva sull'acqua già modellata per contrastare le correnti. Questo elemento è di fondamentale importanza perché in questo modo si riuscirà con un solo lancio al risultato voluto.

Per spiegarmi meglio prendiamo ad esempio il mending. Stare bassi in torrente consenti di non essere visti dalla trota


Se vogliamo, questo non è un vero e proprio lancio ma una correzione della coda che si farà successivamente ad un lancio che possiamo definire generico. Un altro elemento importante di alcuni lanci anti-dragaggio è quello di far arrivare a contatto con l'acqua il più tardi possibile la coda dopo che la mosca è arrivata per aumentare di più il tempo a disposizione e quindi ritardare al massimo il dragaggio. Lanciare con una coda angolata quindi è il giusto veicolo per ritardare questo inconveniente. Parlare di coda angolata potrebbe essere un po' generico poiché per lancio angolato si intende una coda che crei un angolo che va da pochi gradi a molti. Per un lancio anti-dragaggio più questo angolo è grande più la sua efficacia è maggiore poiché in questo modo si ritarderà di molto il contatto della coda con l'acqua e si riuscirà più facilmente a raggruppare il finale. I lanci curvi sono quella tipologia di lanci che finalizzano il tutto a contrapporre alle correnti più forti una curva contraria a queste ritardando quindi il dragaggio della mosca. Questi lanci sono da sempre stati 'odiati' da coloro che hanno difficoltà ad eseguirli ed al contrario, molto amati da chi invece riesce facilmente a curvare la coda. Come in tutti i lanci in cui è necessario modellare la coda, anche nei curvi è fondamentale capire quale siano le correnti più forti e fare così in modo da 'piazzare' proprio lì la curva opposta alla corrente. Anche in questo caso il più delle volte si interverrà solo sulla coda, anche se spesso è necessario curvare il solo finale. Passando ai cosiddetti lanci ondulati, possiamo dire che si prestano molto bene ad esempio quando si deve lanciare parallelamente alla sponda verso monte. Un classico esempio e il lancio a serpentina dall'esecuzione molto facile e ritarderà sufficientemente il dragaggio della mosca. In questo caso sarà la sola coda ad essere interessata. Abbiamo poi i ribaltati parziali come ad esempio il mending il quale, come già detto, più che un lancio vero e proprio si deve considerare un intervento post-lancio, nel senso che solo dopo aver effettuato un lancio chiamiamolo normale, si interverràsulla coda per farle fare delle pance a monte con dei movimenti brevi ma costanti i quali manterranno in zona la coda facendo si che questa viaggi alla stessa velocità della mosca. Come ultimi, ma non per importanza cito i ribaltati totali che finalizzano il tutto a ribaltare totalmente a monte la coda e/o il finale. Alla fine del lancio si avrà una curva a monte disegnata a seconda delle esigenze del momento. Qualcuno potrebbe chiedersi il perché se il risultato è lo stesso dei curvi. L'elemento principale è perché con il curvo, arcuando la coda nel momento del lancio, non si sarà precisi, nei ribaltati invece si poiché il ribaltamento della coda segue senza nessuno stop un lancio preciso e quindi si avrà una curva con la mosca piazzata precisamente nel punto, anche molto difficile, preventivamente fissato. Sarebbe interessante anche illustrare come si effettuano tutti questi lanci ma credo che vederli in pratica, cioè spiegati da qualcuno che li sappia eseguire, possa essere la cosa migliore.

Avvicinamento. Lanciare nascosti è importante ma tutto


1) Lanciare corto.
2) Conoscere le correnti.
3) Conoscere il ruolo delle pietre.
4) Conoscere il percorso del cibo. (in schiusa e in caccia).
5) L'avvicinamento.

In linea di massima, questi cinque elementi sono la base per poter affrontare il torrente e i veicoli per una perfetta integrazione con esso. Iniziamo ad analizzarli. Perché lanciare corto? Penso che a questa domanda tutti hanno già dato una risposta poiché lanciare lungo comporta molti problemi di dragaggio. In generale in torrente bisogna lanciare corto, al di là della bravura che diventa quell'arma in più per superare quelle situazioni in cui è richiesta quella padronanza dell'attrezzatura che permette di uscire 'indenni' dalle più svariate situazioni. Lanciare corto e possibilmente non rettilineo ma con una posa come si dice in gergo 'tagliata' cioè che faccia si che la mosca si presenti alla trota nel modo migliore cioè con coda e finale il più possibile lontani dalla vista della trota. L'altra regola, e cioè la conoscenza delle correnti, è importantissima poiché permette di capire quali siano quelle più pericolose per il dragaggio della mosca. Le pietre che sono disseminate qua e la in acqua e che sono poi concausa di elementi negativi quali il dragaggio, hanno nella pesca a secca anche un ruolo positivo, che se sfruttato a dovere, fa superare delle difficili situazioni come ad esempio il dragaggio. Queste, ed esorto chi non possiede una grossa tecnica a sfruttarle, vanno utilizzate al massimo e possono essere l'elemento di successo. L'importante è individuare quelle 'positive', cioè quelle giuste per tale scopo. Ma le pietre, quelle 'negative', sono causa di dragaggio, ed anche queste vanno individuate e aggirate. Il cibo della trota, diventa il veicolo basilare per studiare e poi individuare gli importantissimi posti caccia. Ora, vanno scissi in due parti e cioè quello giusto per la schiusa e l'altro fondamentale del posto caccia i quali possono percorrere strade diverse a seconda del posta in cui ci si trova. Ultimo, ma primo per importanza, l'avvicinamento. Avvicinarsi al posto caccia come si deve sta alla base di tutto. Muoversi in modo maldestro e fare movimenti scomposti, rendono inutile l'aver seguito scrupolosamente le altre regole di cui si è detto. Questi cinque punti possono essere considerati una sorta di decalogo sul quale si poggia la pesca a mosca secca in torrente, matrici fondamentali sulle quali costruire le operazioni alieutiche e dalle quali scaturisce la tattica che mai come in queste acque è così importante.

Pietra positiva. Poggiare sopra la coda aiuta ad evitare il dragaggio


COME AFFRONTARE UNA BUCA: UNA TATTICA COMPLETA.

Per attaccare una buca, è necessario utilizzare quella che definirei una tattica completa che in un certo qual modo è il frutto delle regole appena descritte, regole che inevitabilmente entrano in ballo tutte insieme. In altre parole, in torrente non si possono escludere a priori alcune o solamente una di queste, ma tutte contemporaneamente sono fuse tra loro. Questo è un particolare fondamentale nella pesca a secca, particolare che deve assolutamente entrare a far parte dell'integrazione del pescatore con il torrente. La buca quindi va affrontata tenendo conto di tutto quello appena detto, ma bisogna prima analizzare il periodo in cui c'è in atto una schiusa, e quando questa non c'è. Partiamo dalla seconda situazione che è poi la più frequente. Per prima cosa si dovrà dividere la buca in tre aree ben distinte e cioè, partendo da valle, il fine buca, il centro buca, e la testa della buca. In seconda analisi, per ogni area, si dovranno individuare le zone di caccia della trota e si dovrà dare una priorità di attacco ad ognuna di queste. In altre parole, si dovrà dare una precedenza alle zone di caccia in cui lanciare con un criterio ben preciso e cioè, molto in generale, a ventaglio partendo da quella più vicino a noi. Questo modo di operare è finalizzato principalmente a non disturbare le aree di caccia, e può sembrare banale dirlo, ma in torrente si vedono le cose più semplici e più palesi come queste, non rispettate dai pescatori i quali, mettono in un sol colpo fuori gioco praticamente l'intera buca. Questo di dare priorità agli attacchi in relazione alle dislocazioni delle zone di caccia, prescinde dalle altre cinque regole di cui si è parlato e che diamo per scontate, ma che comunque entrano subito in ballo quando siamo arrivati sul punto di lanciare. Partiamo dal fine buca e quindi dalla parte bassa. Naturalmente abbiamo seguito tutti i migliori percorsi per non farci notare fino ad arrivare alla posizione che riteniamo sia strategicamente la migliore. Il lancio corto per evitare dragaggio e sbandieramentidella coda, non è sufficiente, è necessario attaccare il posto caccia con una posa che non sia dritta ma, come si dice in gergo, tagliata. Cosa si intende con questo termine ? Semplice, far arrivare la mosca e il finale da un lato della trota. Ve lo immaginate se si lanciasse in un punto caccia con coda finale e mosca che vanno ad invadere il campo visivo della trota ? Altra cosa è non attaccare mai in verticale, controcorrente cioè con la coda parallela alla sponda. Questo, oltre che a farci dragare molto prima la mosca, crea scompiglio nella zona di caccia sempre per un fatto visivo della coda e del finale. Prima di lanciare, si è dovuto fare una attenta analisi delle correnti. Come si vedete, queste ultime in un modo o nell'altro rientrano sempre e prepotentemente nelle analisi della buca. L'individuazione delle correnti e più in particolare delle velocità, sarà fondamentale per studiare il tipo di lancio che si dovrà impiegare ai fini del dragaggio. Qui, il fattore dinamico prende prepotentemente il sopravvento poiché se è vero che come fine dobbiamo avere una mosca posata di taglio nel posto caccia, è altrettanto vero che nello stesso momento la coda dovrà essere modellata in modo tale da andare a contrapporsi alle correnti più forti, e il tutto deve essere elaborato abbastanza velocemente. Quindi tutto quello che abbiamo detto finora delle correnti, delle velocità e del conseguente dragaggio, entra praticamente in ballo e la conoscenza approfondita, e lo sottolineo, di queste, ci permetterà, tecnica permettendo, di poter sperare in un attacco della trota. Sempre legate al discorso dragaggio, correnti e velocità, c'è il ruolo delle pietre. E' importante saper individuare quelle positive per i possibili appoggi e quelle negative per la funzione che queste hanno nell'intreccio delle correnti. In effetti le pietre possiedono entrambi i ruoli, non tanto quelle completamente scoperte quanto quelle che sono ora coperte ora scoperte dall'acqua. Quelle fuori dall'elemento liquido, debbono essere sfruttate come appoggio per la coda, essendo degli approdi estremamente validi. Anche in questo caso, va calcolato bene il percorso che si deve far compiere alla coda, poiché una posa su pietre sbagliate, cioè quelle che strategicamente non danno aiuto perché site in zone ininfluenti, fa più danno che altro. Le pietre che vanno sopra e sotto il livello dell'acqua, vanno individuate per prime e va studiato con un attimo di attenzione il comportamento dell'acqua nei due momenti. C'è più possibilità di dragaggio intorno a queste pietre che in correnti più veloci. Sempre prima di lanciare, vanno pensati i probabili percorsi che il cibo può compiere. Se fuori schiusa si lancia una mosca, quindi un possibile boccone, e questo percorre una strada che non è quella naturale, non solo la trota non la mangerà, ma potrebbe addirittura impaurirsi e fuggire. Quindi anche la minima spia può venirci in aiuto una qualsiasi cosa che galleggi come una foglia, un rametto. Capendo quale è il percorso che potrebbe intraprendere un insetto caduto accidentalmente in acqua, potremo depositare la mosca nel punto migliore. Una volta messe tutte insieme queste importantissime regole, si attaccherà nel modo migliore il posto caccia. Certo, non sempre i risultati sono quelli sperati, ma se una trota decide di salire, vuol dire che avremo messo in pratica e sicuramente nel migliore dei modi, quella che si può definire la tattica completa, dove nulla è lasciato al caso, dove ogni minimo particolare è stato studiato a dovere, dove la conoscenza dell'acqua e di ciò che comporta, è profonda. La mosca che scende, una volta che ha passato il punto in cui si pensa ci sia la trota, non deve essere recuperata immediatamente, ma va fatta proseguire ancora sull'acqua per un po', questo per non insospettire la trota che magari non è salita per altri motivi, ma che è ancora potenzialmente catturabile, anche se difficilmente il torrente concede il bis. Il metro in più va calcolato prima del lancio in quanto se così non fosse, si rischierebbe di far dragare la mosca molto prima.

Pietre negative semisommerse, causa di dragaggio immediato


Questi più o meno i comportamenti da assumere pescando in caccia, cioè quando la trota non è apparentemente presente in superficie. A questo punto anche la conformazione della buca nonché la presenza o meno di vegetazione riparia, faranno si che le trote presenti abbiano un loro carattere. Ricapitolando, quindi l'attacco alla buca seguendo tutte le regole dette, sarà mirato, preciso, non casuale. Alla trota la mosca ben presentata e con un assetto giusto in acqua, posata di lato ad essa, senza dragare, deve apparire all'improvviso. Nulla deve essere lasciato al caso, ma l'operazione, che definirei basata sulla freddezza, deve essere eseguita con grande sicurezza senza perdite inutili di tempo, senza indugiare o eseguire troppi falsi lanci. Quella che io definisco toccata e fuga, deve far sentire padroni della situazione, consci che il primo lancio è quello che conta, che se si sbaglia al novantanove per cento abbiamo compromesso il posto caccia. Dopo aver sondato il fine buca nella maniera migliore, si passerà al centro buca e poi alla testa della stessa, seguendo sempre le stesse regole e gli stessi comportamenti. Quando però in una buca c'è una schiusa e le trote bollano ? Per certi aspetti forse è più semplice perché la trota esponendosi esce allo scoperto ed è fortemente interessata agli insetti di superficie. In questi casi le regole di cui abbiamo detto da cinque scendono a quattro poiché il cibo, in relazione al percorso è già ben definito dalla scia della schiusa. Se da un lato c'è questo elemento positivo dell'individuazione della trota che bolla, dall'altra c'è quello relativo alla strategia di approccio che è differente. Se nella pesca in caccia il fine è quello di far scattare la molla alla trota che non è intenta a mangiare in superficie presentandogli un boccone unico e isolato, in quella sulla bollata si dovrà necessariamente cambiare rotta e andare a 'imbrogliare' la trota, presentandogli una imitazione del tutto simile a quella naturale che la trota sta mangiando. In questo caso valgonotutti gli accorgimenti utilizzati per la pesca in risorgiva. L'unica cosa a cui dobbiamo fare attenzione è a quale trota stiamo lanciando, iridea o fario, e se stiamo in acqua piatte. L'iridea quando mangia in schiusa, può diventare estremamente selettiva in particolar modo verso un tipo di insetto e il tutto può essere amplificato se appunto si opera in acque piatte. In queste circostanze, oltre all'aspetto imitatività dell'artificiale, c'è quello relativo la dragaggio che naturalmente è più appariscente, ma non tanto in relazione alla mosca, quanto al finale. In queste circostanze è assolutamente necessario esprimersi al massimo anche perché il ruolo delle pietre, quello positivo, può non venirci in aiuto in quanto acqua piatta spesso vuol dire assenza di pietre affioranti.

Buca divisa in tre parti: C testa della buca, B centro della buca, A fine della buca

 
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